di Maria Paola Salmi - da Supplemento Salute di Repubblica.it del 24 gennaio 2008



Si chiama chirurgia bariatrica, al momento è l'unico strumento che riesce a curare, non a guarire, l'obeso.
Indicata per i pazienti con obesità importante si ricorre alla chirurgia quando il paziente "non ce la fa più" e i chili non scendono malgrado le diete, il movimento e i farmaci.

"In un decennio la chirurgia dell'obesità ha subito una vera rivoluzione grazie alle tecniche laparoscopiche che in pochi anni hanno fatto quintuplicare il numero di interventi (da 2.200 nel '99 a 13.144 del 2006) ", dice Nicola Basso, ordinario di chirurgia generale alla "Sapienza" di Roma, autore di un avvincente "Manualetto di chirurgia dell'obesità" (Gangemi Editore), "sono due i successi ottenuti con l'intervento, la riduzione del peso che può superare il 30-40% e la drastica riduzione della mortalità".
Ovviamente si tratta di interventi non privi di rischi, per i quali sono necessarie attrezzature "over size" e un team di super-esperti costituito da chirurgo, psichiatra, dietologo, pneumologo, endocrinologo.

L'intervento di gran lunga preferito, di tipo restrittivo, è il bendaggio gastrico regolabile (BGR), il più utilizzato in Europa e Australia mentre negli Stati Uniti rappresenta il 30% delle procedure chirurgiche bariatriche.
Anche in Italia il BGR è al primo posto, tanto che Franco Favretti, direttore del Dipartimento di chirurgia generale al "San Bortolo" di Vicenza, ha la più ampia casistica europea e proprio in questi giorni ha raggiunto due nuovi traguardi.
"Per la prima volta i risultati di uno studio su oltre mille pazienti dimostrano con certezza che il BGR riduce la mortalità del 60%", sottolinea Favretti, "inoltre abbiamo un nuovo tipo di BGR telecomandato quindi completamente regolabile dall'esterno che risparmia ai pazienti parecchi fastidi e sofferenze".

L'altra metodica è quella che privilegia il malassorbimento.

I vari tipi di by-pass escludono o deviano non senza conseguenze il transito intestinale del cibo.
"Attualmente", spiega Francesco Furbetta, direttore del Centro per la cura dell'obesità grave alla casa di cura "Leonardo" di Empoli, "la chirurgia bariatrica si muove nella direzione della minore invasività possibile, attuando la terapia sequenziale che prevede prima l'impiego del palloncino intragastrico che agisce sulla sazietà poi il bendaggio gastrico che nell'80% dei casi risolve il problema e, se necessario, il by-pass".

Chirurgia bariatrica dei grandi obesi

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